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innovazione2006.it.xhtml 8.5KB

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  2. <html>
  3. <head>
  4. <title>Sull'innovazione</title>
  5. </head>
  6. <body>
  7. <p>
  8. Pubblicato il 28 Marzo 2006, in occasione del Convegno "L'Innovazione necessaria:
  9. creatività, cooperazione, condivisione" del 28 Marzo 2006 a Roma
  10. </p>
  11. <H1>Sull'innovazione</H1>
  12. <div class="indent">
  13. <P>Da sempre, l'innovazione e l'avanzamento della conoscenza sono il frutto della
  14. libera cooperazione tra persone, del libero scambio di idee. Non è un caso infatti
  15. che l'umanità si sia dotata di biblioteche e università. In questi luoghi la
  16. conoscenza e il sapere si espandono, non per generazione spontanea, ma per la
  17. disponibilità di cultura facilmente accessibile e per il libero scambio di idee tra
  18. persone.</P>
  19. <H2>Internet abilita le conversazioni globali</H2>
  20. <P>Le persone parlano tra di loro: è ovvio che lo facciano, è una caratteristica
  21. della specie umana. La comunicazione tra persone è il fondamento della società.
  22. Nella moderna società digitale la rete Internet allarga le conversazioni tra
  23. persone oltre i limiti dello spazio, oltre le mura delle biblioteche e delle
  24. università. Le conversazioni su Internet sono uguali nei contenuti alle
  25. conversazioni nelle piazze e nelle università, cambia solo il mezzo: gli umani
  26. comprendono le voci o i testi scritti se questi sono onde sonore o luminose; i
  27. nodi della rete invece comprendono solo bit, sequenze numeriche; per questo le
  28. voci e i testi scambiati da computer vengono trasformati due volte, alla fonte
  29. e alla foce da onde a bit e di nuovo in onde.</P>
  30. <H2>Il software crea e governa la rete.</H2>
  31. <P>Il software è il governatore di tutte le conversazioni digitali:
  32. trasforma le onde in bit e di nuovo in onde. Non risponde ad alcuna legge,
  33. nè le leggi degli uomini nè le leggi della fisica. Il software è la diretta
  34. emanazione del programmatore, il deus ex machina della società digitale.</P>
  35. <P>Quindi il software abilita le conversazioni, ma solo il programmatore governa
  36. il software. Allora affinché sia garantita la libera conversazione tra persone
  37. è necessario che il programmatore non sia Uno, viceversa è necessario che il
  38. software creato dall'Uno sia sempre patrimonio di tutti, sia un bene pubblico.</P>
  39. <H2>Il software deve essere libero</H2>
  40. <P>Per essere <B>libero</B> il software deve circolare accompagnato da diritti,
  41. non da restrizioni. Deve essere garantito il <I>diritto di usare</I> il
  42. software senza limitazioni per garantire che nessuno possa discriminare l'accesso
  43. alle conversazioni digitali. Deve essere garantito il <I>diritto di studiare</I>
  44. il software, perché è il <B>libro di testo della scienza</B> informatica:
  45. garantire il diritto allo studio significa garantire un futuro alla scienza,
  46. significa creare la biblioteca pubblica dell'informatica. Deve essere garantito
  47. il <I>diritto di copiare</I> il software come le persone hanno sempre fatto
  48. fin dai tempi degli amanuensi, garantendo ai figli l'accesso alle conversazioni
  49. dei padri. Deve essere garantito il <I>diritto di modificare e ridistribuire</I>
  50. il software, perché il software è anche strumento utile e questo diritto ne
  51. garantisce l'evoluzione. Questi sono <B>quattro semplici diritti fondamentali</B>.</P>
  52. <H2>Il programmatore ha la responsabilità di garantire il futuro delle conversazioni</H2>
  53. <P>Il programmatore deve accettare il suo ruolo di deus ex machina della società digitale.
  54. È direttamente responsabile delle norme e delle regole che il software detta alla
  55. rete e quindi agli uomini, cittadini della società digitale. L'etica del
  56. programmatore gli impone di usare e distribuire solo software libero, ovvero
  57. accompagnato dai quattro diritti suddetti.</P>
  58. <H2>La libertà del software è una questione di diritto</H2>
  59. <P>La libertà del software non è solo una questione tecnologica, ma è soprattutto
  60. una questione di diritto. Il diritto, ad esempio il diritto d'autore, è lo
  61. strumento che può essere utile a garantire l'effettiva libertà del software,
  62. dando efficacia alle licenze che concedono i quattro diritti fondamentali. È
  63. una questione di diritti e libertà fondamentali dell'individuo nella società
  64. moderna: dal diritto all'informazione, a quello alla riservatezza, dalla libertà
  65. di parola a quella di associazione: più la società è digitale (e lo
  66. è già) più diventa importante il software per esercitare questi diritti.</P>
  67. <H2>La politica deve interessarsi alle conversazioni digitali</H2>
  68. <P> L'obiettivo primario della politica deve essere quello di comprendere
  69. l'importanza delle nostre conversazioni, che sono anche mercati, luoghi di
  70. scambio di valore. Deve capire che il mondo degli atomi è un mondo diverso dal
  71. mondo dei bit. I bit sono entità non rivali, non si consumano, non se ne può
  72. abusare, non deperiscono, non diminuiscono quando si distribuiscono, non sono
  73. né copie né originali: sono, e basta. Gli atomi invece sono rari, non si creano,
  74. ma soltanto si trasformano, si consumano se usati. E, se sono atomi comuni, a
  75. volte se ne abusa: la chiamano la <I>tragedia dei commons</I>. Invece <B>per
  76. i bit non c'è tragedia</B>.</P>
  77. <H2>La politica è responsabile di garantire i diritti e il diritto</H2>
  78. <P>La politica, in quanto fonte del diritto positivo, ha una responsabilità
  79. molto grande nell'assicurare che il diritto sia uno strumento di tutela delle
  80. libertà di tutti, e non di protezione degli interessi di pochi. Al contrario
  81. gli esempi dati dalla politica, anche i più recenti, dimostrano non solo che la
  82. politica non ha idea della differenza tra atomi e bit ma anche che gli
  83. interessi di pochi prevalgono sulle libertà di tutti. Le Direttive Europee
  84. European Union Copyright Directive (EUCD) e Intellectual Property Rights Enforcement
  85. Directive (IPRED), o anche le leggi nazionali di modifica alla legge sul diritto
  86. d'autore e il recente ignobile decreto Urbani sono frutto dell'ignoranza
  87. della politica. La politica non sta ascoltando le nostre conversazioni, sta
  88. ignorando i nostri mercati. Ma la politica sta anche ignorando il suo stesso
  89. mercato.</P>
  90. <H2>I politici hanno la responsabilità di consentire e garantire le conversazioni</H2>
  91. <P>Troppo spesso il legislatore viene catturato dal tecnocrate di turno, che
  92. lo costringe ad elevare al rango di norma giuridica alcuni meccanismi tecnologici
  93. di restrizione delle libertà degli utenti, introdotti a beneficio degli interessi
  94. di pochi produttori, spesso in regime di oligopolio. Le restrizioni tecnologiche
  95. introdotte nel mondo dei bit si trasformano in restrizioni di diritto valevoli
  96. nel mondo degli atomi, portando a conseguenze negative per la libertà degli
  97. individui e per la possibilità di innovazione tecnologica ed economica. La
  98. politica rischia di instaurare una tecnocrazia legalizzata.</P>
  99. <P><B>Chiediamo quindi che i politici e i cittadini si impegnino.</B></P>
  100. <UL>
  101. <LI><P>Rivendicando e restituendo alla funzione
  102. legislativa le prerogative che essa deve avere in una società
  103. democratica rendendola sensibile alle esigenze della maggior parte
  104. dei soggetti interessati. <B>BASTA</B> con i condizionamenti dei
  105. pochi tecnocrati e delle loro potenti lobby, che confondono i
  106. propri interessi con il bene comune.</P></LI>
  107. <LI><P> Riconsiderando il quadro normativo del diritto
  108. d'autore, dei brevetti, dei marchi e degli altri mezzi di tutela
  109. industriale, in modo da adeguarlo alla rapida evoluzione della
  110. moderna società digitale, stabilendo pochi e chiari principi
  111. che tutelino la libertà di fruizione delle opere
  112. dell'ingegno, la circolazione della conoscenza e quindi la
  113. possibilità di innovazione. <B>BASTA</B> con la produzione
  114. di norme sempre più draconiane, la cui applicazione è
  115. sempre più arbitraria.</P></LI>
  116. <LI><P>Prendendo atto dei cambiamenti irreversibili
  117. avvenuti nell'economia dei beni basati sulla conoscenza,
  118. impegnandosi ad usare gli avanzamenti della tecnologia per creare
  119. nuove possibilità di mercato e di innovazione, non per
  120. conservare gli assetti attuali attraverso limitazioni artificiose.</P></LI>
  121. <LI><P>Infine i politici smettano di ascoltare le
  122. sirene dorate di chi chiama pirati i propri clienti: ascoltino le
  123. nostre conversazioni, ascoltino i mercati fatti dalle persone
  124. tenendo sempre in mente che l'innovazione avviene sempre da un'altra
  125. parte: va inseguita.</P></LI>
  126. </UL>
  127. <P>Free Software Foundation Europe – sezione Italiana</P>
  128. </div>
  129. <FONT SIZE="3">Redatto con i contributi di Stefano Maffulli, Giovanni Biscuolo, Cristian
  130. Rigamonti.</FONT>
  131. </body>
  132. <timestamp>$Date$ $Author$</timestamp>
  133. </html>
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