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  2. <html>
  3. <head>
  4. <title>Audizione della FSF Europe presso la Commissione Meo</title>
  5. </head>
  6. <body>
  7. <center>
  8. <h1>Audizione della FSF Europe presso la Commissione per il software a codice
  9. sorgente aperto nella PA</h1>
  10. </center>
  11. <p>
  12. Quella che segue è la trascrizione della presentazione svolta dalla FSF Europe
  13. nel corso della sua audizione presso la <a
  14. href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/open_source/index.html">Commissione
  15. per il software a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione</a>,
  16. istituita in Italia dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. Sono
  17. disponibili anche le <a href="commissione-meo-risposte.html">risposte ufficiali
  18. della FSF Europe al questionario della Commissione</a>.
  19. </p>
  20. <br></br>
  21. <br></br>
  22. <h3>1. Introduzione</h3>
  23. <p>
  24. Mi chiamo Stefano Maffulli, sono il presidente della sezione italiana della
  25. Free Software Foundation Europe. Presenterò la Free Software Foundation Europe
  26. e il suo lavoro. Parlerò di Software Libero per la Pubblica Amministrazione.
  27. Concluderò il mio intervento con delle proposte per la Commissione.
  28. </p>
  29. <h3>2. Le radici del software libero</h3>
  30. <p>
  31. Da dove arriva il software libero? Nel 1983 Richard M. Stallman, un brillante
  32. ricercatore del MIT di Boston si accorge di avere un problema con la nuova
  33. stampante dipartimentale: si inceppa spesso e non c'è modo di sapere che guaio
  34. sia capitato; spesso capita a lui e ai suoi colleghi di lanciare stampe e
  35. andare a prenderle, per scoprire che solo poche pagine sono state prodotte.
  36. Stallman pensa subito: "basta modificare il codice del sistema della stampante
  37. e mi faccio avvisare via rete del problema". Abituato ad aggiungere senza
  38. vincoli funzionalità ai programmi, Stallman chiede a Xerox i sorgenti del
  39. software per vederseli negare. La scintilla accende un fuoco di consapevolezza
  40. in lui: il software, il suo patrimonio di conoscenza non è più disponibile. Da
  41. qui inizia il suo lavoro di sviluppo per un sistema operativo alternativo a
  42. Unix (allora imperante) ma che ripristina il diritto per tutti di esserne
  43. "proprietari".
  44. </p>
  45. <p>
  46. Presto si uniscono a lui altri programmatori che contribuiscono al suo
  47. progetto. Nel 1985 Stallman si preoccupa di rendere il codice che sta
  48. scrivendo manutenibile, oltre che tecnicamente, anche legalmente. Fonda la
  49. Free Software Foundation negli USA, definisce formalmente il software libero e
  50. redige la licenza GNU General Public License. Attraverso di essa i diritti
  51. dell'autore vengono trasferiti agli utenti e ai distributori del software, con
  52. l'obbligo di mantenere tali diritti intatti nel futuro. Questo meccanismo è
  53. noto come <i>"Copyleft"</i>, o <i>"Permesso d'autore"</i>, in italiano.
  54. </p>
  55. <p>
  56. Nel 1991 Linus Torvalds, studente finlandese, ha un altro problema: non ha un
  57. sistema Unix completo a casa per poter studiare. Il freddo clima norvegese lo
  58. invoglia a scriversi un kernel simil-unix per completare il progetto GNU, cui
  59. mancava appunto solo il kernel per essere completo. Negli anni successivi
  60. inizia una diffusione rapida e inesorabile di un sistema operativo e del suo
  61. kernel. Con la lenta maturazione del codice, GNU/Linux guadagna anche
  62. visibilità e inizia anche a diventare un terreno fertile per iniziative
  63. commerciali ben accolte anche dalla FSF.
  64. </p>
  65. <p>
  66. Nel 1998 viene coniato il termine Open Source con la definizione (tratta dal
  67. sito della Open Source Initiative) riportata: la sostanza non cambia, mancano
  68. solo l'atteggiamento remissivo e il simbolismo vuoto. I termini in Europa sono
  69. usati in modo indifferente, ma noi della FSFE preferiamo usare i termini locali
  70. (<i>"Logiciel Libre"</i>, <i>"Freie Software"</i> e <i>"Software Libero"</i>)
  71. perché li riteniamo più chiari e ricchi di significato.
  72. </p>
  73. <h3>3. La definizione di software libero</h3>
  74. <p>
  75. Cosa è dunque il software libero? Definiamo il software come libero quando è
  76. accompagnato da una licenza che garantisce quattro diritti fondamentali:
  77. diritto di uso senza limitazioni, diritto di studiare il codice per adattarlo
  78. alle proprie esigenze, diritto di fare copie del software senza limiti, diritto
  79. di modificare il software. Attraverso il diritto d'autore, nel pieno rispetto
  80. delle sue volontà e delle leggi, cediamo diritti agli utenti.
  81. </p>
  82. <h3> 4. La ristrutturazione della FSF</h3>
  83. <p>
  84. Nel 2001 la Free Software Foundation è diventata una rete di Fondazioni locali,
  85. legate da rapporti di collaborazione e supporto reciproco, indipendenti tra di
  86. loro e con autonomia decisionale. Questo cambiamento si è reso necessario per
  87. adattarci alla diffusione del nostro software, per renderlo più stabile e
  88. manutenibile dal punto di vista legale. La FSF Europe è un nodo di questo
  89. network, completato allo stato attuale da FSF Nord America, FSF India e la
  90. costituenda FSF Japan. FSF Europe ha a sua volta capitoli locali in Francia,
  91. Germania e Italia. Altri seguiranno.
  92. </p>
  93. <h3>5. Le attività della FSF Europe</h3>
  94. <p>
  95. Le attività della FSF Europe sono legate al supporto legale, sviluppo di
  96. software e attività di sensibilizzazione. Dal punto di vista legale, ci
  97. assicuriamo che le licenze GNU siano difendibili in tutti i paesi del
  98. continente attraverso un controllo sistematico delle legislazioni locali.
  99. Forniamo anche assistenza legale, tramite i nostri avvocati, a chiunque
  100. (privato o amministrazione pubblica) abbia difficoltà a comprendere le licenze
  101. libere (GPL in particolare) o si trovi in violazione di una di queste licenze.
  102. La FSF Europe è particolarmente preoccupata dalla manutenibilità legale del
  103. software. I tecnici tendono a dimenticare che il software non solo deve essere
  104. scritto bene, con processi di controllo stabili e provati, ma deve essere
  105. difendibile in tribunale da eventuali violazioni. Proprio ieri la FSF Europe
  106. ha rilasciato la versione 1.0 del Fiduciary License Agreement, un modo per gli
  107. sviluppatori per garantire che il loro software sarà sorvegliato e difeso dalla
  108. FSF Europe, anche in sua vece o in vece di tutti i contributori che avranno
  109. firmato l'accordo.
  110. </p>
  111. <p>
  112. Supportiamo sviluppo software; ad esempio con il progetto AGNULA, finanziato
  113. dal FP5 - IST sarà rilasciata una distribuzione orientata alla creatività
  114. musicale, l'arrangiamento e l'editing di musica elettronica. I musicisti che
  115. la stanno testando sono entusiasti della qualità del software libero incluso.
  116. </p>
  117. <p>
  118. Le attività di sensibilizzazione sono portate avanti a livello comunitario e
  119. locale. La Commissione Europea ha inserito le raccomandazioni proposte dalla
  120. FSFE e firmate da oltre 50 aziende nel VI programma quadro. A livello locale
  121. in Francia durante la campagna presidenziale siamo riusciti ad ottenere da
  122. tutti i candidati un impegno scritto a rifiutare i brevetti sulle idee astratte
  123. in Europa. In germania siamo riusciti a far cambiare un legge sul copyright
  124. che di fatto rendeva illecita la distribuzione di software libero
  125. </p>
  126. <h3>6. Il GNU Business Network</h3>
  127. <p>
  128. In questo biennio intendiamo comopletare il GNU Business Network. Molte realtà
  129. commerciali si rivolgono a FSF Europe per aiutarli a veicolare verso il
  130. pubblico il valore aggiunto di diritti e indipendenza che possono dare. Queste
  131. aziende cercano spesso anche partner e sviluppatori. Il GBN sarà un punto di
  132. eccellenza per queste aziende e per i loro partner. La FSF Europe non è mai
  133. stata coinvolta nelle cosidette "guerre di religione", non ci interessano in
  134. alcun modo i discorsi sostenuti da altri, esterni sia alla FSF NA che alla FSF
  135. Europe, su cattedrali e bazaar o su modelli di sviluppo di software:
  136. l'importante per noi è che agli utenti di software vengano garantiti i 4
  137. diritti (studio, modifica, copia e distribuzione).
  138. </p>
  139. <h3>7. Software Libero e PA: le questioni tecniche</h3>
  140. <p>
  141. La nostra visione rispetto a Software Libero e Pubblica Amministrazione può
  142. essere riassunta in tre punti: questioni tecniche, questioni economiche e
  143. questioni strategiche e di prospettiva. Le vediamo una alla volta rapidamente.
  144. </p>
  145. <p>
  146. Il software libero viene spesso criticato da chi sviluppa software non libero
  147. per una supposta incompatibilità con l'innovazione. Mi preme per questo far
  148. notare solo alcune delle caratteristiche salienti dei nostri sistemi. Il
  149. sistema GNU è l'unico sistema operativo noto veramente multipiattaforma, non
  150. solo per progetto ma perché la licenza che lo accompagna consente a chiunque di
  151. adattarlo per l'hardware che usa. IBM lo ha letteralmente spalmato su tutta la
  152. sua gamma di prodotti hardware in pochi mesi. Il compilatore GNU gcc, il primo
  153. componente del sistema GNU, da oltre 20 anni esiste e tecnicamente viene usato
  154. per compilare decine di linguaggi per centinaia di piattaforme. Non mi risulta
  155. che esistano e siano mantenuti da 20 anni prodotti equipollenti. Qualsiasi
  156. scatola con dentro un processore e della ram diventa un file server per ogni
  157. piattaforma con GNU e Linux tramite i protocolli NFS, SAMBA e Appletalk, grazie
  158. alla portabilità del nostro software.
  159. </p>
  160. <p>
  161. Questi esempi mi servono per introdurre un altro insuperabile fattore di
  162. vantaggio rispetto alle controparti software proprietarie: uno strumento
  163. software con licenza libera, legalmente manutenibile con licenze adattate
  164. all'evoluzione tecnica e legale, può durare decenni. Non esistono, o sono
  165. fortemente limitate rispetto al mondo del sw proprietario, infatti politiche
  166. commerciali che decretano la fine di una linea di sviluppo: se un programma ha
  167. una sua utilità <i>può</i> essere ancora sviluppato e portato avanti. Per la
  168. Pubblica Amministrazione questo è un valore molto più forte che per un'azienda
  169. (che potrebbe avere rapporti commerciali o altri legami con fornitori terzi).
  170. </p>
  171. <h3>8. Software Libero e PA: le questioni economiche</h3>
  172. <p>
  173. In un clima di ristrettezze economiche e di speranza nel "mercato" non possiamo
  174. far altro che far notare quanto il mercato dei servizi sul software non sia
  175. affatto libero. Con il software libero qualsiasi fornitore è in grado di
  176. partecipare a bandi di fornitura di supporto o modifica e adattamento di
  177. software per la PA. Con software proprietario, per esempio WebSphere di IBM,
  178. solo IBM può aggiungere funzionalità o sistemare malfunzionamenti. Il
  179. risparmio sui costi di licenza può essere investito in altri campi: aumentare
  180. la quantità e qualità di servizi digitali ai cittadini, per esempio, o
  181. formazione per i dipendenti accrescendo il valore del sistema paese.
  182. </p>
  183. <p>
  184. Un ulteriore fattore di scelta per la PA è la piattaforma hardware: con
  185. software libero è possibile, legalmente e non solo tecnicamente, scegliere
  186. l'hardware più efficace per le proprie necessità ed equipaggiarlo con il
  187. sistema operativo e le librerie GNU.
  188. </p>
  189. <h3>9. Software Libero e PA: le questioni strategiche e di prospettiva</h3>
  190. <p>
  191. Le questioni strategiche e di prospettiva sono legate alla possibilità di
  192. realizzzare centri di eccellenza locali e indipendenti da aziende estere: si
  193. svilupperebbe conoscenza strategica per la crescita del paese (sempre che sia
  194. accompagnata da altre politiche).
  195. </p>
  196. <p>
  197. I bassi costi di implementazione sono più che altro dovuti alla realizzazione
  198. di un mercato aperto e competitivo.
  199. </p>
  200. <h3>10. La proposta per la commissione</h3>
  201. <p>
  202. La proposta per la commissione è di lavorare per tutelare il patrimonio
  203. pubblico e dei cittadini. Considerando che il software governa la nostra vita,
  204. come le leggi, deve essere di libero accesso. Pochi pensano che le competenze
  205. per diventare idraulico o medico esistono in tutte le biblioteche. Per il
  206. fatto che la conoscenza (e il software è conoscenza) sia disponibile, non vuol
  207. dire che non esista un mercato basato su di essa.
  208. </p>
  209. <p>
  210. Nella valutazione dei costi di nuove strutture informatiche vogliamo far notare
  211. che il costo totale di possesso comprende anche altri costi. Se una scuola
  212. riceve in regalo una sala computer per l'insegnamento di informatica, compresi
  213. il software non-libero, il costo totale della sala non è 0, ma è 0 per la
  214. scuola più il costo di ogni singola licenza che ogni studente deve acquisire
  215. per studiare ed imparare a casa. Stesso discorso per un sistema per
  216. effetturare la dichiarazione dei redditi per via telematica.
  217. </p>
  218. <p>
  219. Insistiamo che sia data attuazione alla legge 243/2000, estendendo tale legge a
  220. tutto il software in uso alla PA. I diritti sul software che la PA deve
  221. reclamare, possono essere ottenuti semplicemente attraverso l'adozione diffusa
  222. di licenze che garantiscono le libertà di uso, studio, copia e modifica.
  223. Eventuali altri sistemi di garanzia e protezione dei consumatori potrebbero
  224. essere valutati, ma riteniamo siano di più complessa adozione rispetto ai
  225. meccanismi che il progetto GNU usa da venti anni.
  226. </p>
  227. <p>
  228. Crediamo anche che sia necessario sanare il mercato del software. La
  229. situazione in cui ci troviamo non è una situazione di mercato florida, ma
  230. contraddistinta da forti rendite di posizione. Tali rendite devono essere
  231. limitate tramite interventi normativi anti-trust, ripristinando la concorrenza.
  232. In special modo ci riferiamo ai sistemi di interscambio dati tra cittadini e
  233. PA, spesso realizzati riferendosi a standard de-facto, tralasciando gli
  234. standard de-iure (siti web progettati per il browser più diffuso e non seguendo
  235. gli standard del W3C). Riteniamo inoltre che l'occhio dell'antitrust debba
  236. rivolgersi anche verso i fornitori di basi di dati e sistemi di elaborazione
  237. complessi, per investigare sulle pratiche commerciali di questi soggetti.
  238. Crediamo infatti che gli investimenti siano molto più consistenti e a lungo
  239. termine, rendendo chi acquista tali sistemi esageratamente dipendente da un
  240. unico fornitore di software, servizi e assistenza. Chiediamo alla Commissione
  241. di favorire e stimolare l'adozione di formati e protocolli di interscambio dati
  242. tra applicazioni e tra cittadini e PA documentati, aperti e di libera
  243. implementazione, con policy chiare di brevetti royalty-free, regolati da enti
  244. internazionali come il W3C, Oasis e altri simili e per i quali esiste
  245. un'implementazione di riferimento rilasciata con licenza libera.
  246. </p>
  247. <p>
  248. Infine chiediamo che la Commissione prenda una chiara posizione contro
  249. l'approvazione di brevetti sul software in Europa. Alleghiamo un documento
  250. introduttivo all'argomento, per formalizzare l'allarme di tutti gli
  251. sviluppatori di software europei, inclusi gli sviluppatori di software
  252. non-libero.
  253. </p>
  254. </body>
  255. <timestamp>$Date$ $Author$</timestamp>
  256. </html>
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