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  4. <meta name="author-name-1" content="Georg Greve" />
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  6. <meta name="publication-date" content="2008-12-02" />
  7. <meta name="pdf-link" content="/projects/os/ps.en.pdf" />
  8. <title>FSFE - Analisi di un equilibrio - Standardizzazione e Brevetti </title>
  9. </head>
  10. <body>
  11. <h1>Analisi di un equilibrio: Standardizzazione e Brevetti</h1>
  12. <p class="indent"><em>Questo saggio propone un'analisi delle
  13. interazioni tra brevetti e standard e si conclude con alcune
  14. proposte concrete per affrontare le questioni più urgenti. E' stato
  15. scritto presumendo una scarsa conoscenza dell'argomento,
  16. e quindi fornisce alcune delle informazioni basilari necessarie a
  17. comprendere la questione. Un esperto del campo dovrebbe essere in grado di
  18. saltare la sezione introduttiva.
  19. </em></p>
  20. <h2>Introduzione</h2>
  21. <p>I brevetti sul software hanno scatenato un dibattito molto controverso, con
  22. battaglie che hanno coinvolto soprattutto le grandi corporation – dotate di un
  23. ampio portafoglio di brevetti e impegnate in accordi multipli di
  24. cross-licensing – e gli Have-Not – imprenditori, piccole e medie
  25. imprese, e gli utilizzatori di software, dallo studente che usa GNU/Linux
  26. fino agli utenti istituzionali nei governi.</p>
  27. <p>Questo dibattito si è calmato molto in seguito al rigetto della direttiva sui
  28. brevetti software nel 2005. Il suo posto nelle prime pagine è stato preso
  29. da altri dibattiti, come la standardizzazione. Standard Aperti è stata una
  30. parola di moda per anni, ma questo termine non è mai stato discusso così
  31. frequentemente come ora.</p>
  32. <p>Mercoledì 19 Novembre 2008, i due dibattiti si sono incontrati a Bruxelles a un
  33. seminario intitolato
  34. "<a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/itemshortdetail.cfm?item_id=3371">IPR
  35. in ICT standardisation</a>",
  36. sebbene "Brevetti nella standardizzazione ICT" sarebbe stato un titolo più adatto
  37. dal momento che la discussione ha riguardato esclusivamente l'interazione tra
  38. brevetti e standardizzazione ICT.</p>
  39. <p>Brevetti e standard sono fondamentalmente in conflitto, quindi molte persone
  40. chiedono che venga stabilito un equilibrio. Questo articolo è un
  41. commento a quel seminario e intende spiegare perché gli standard dovrebbero
  42. prevalere sui brevetti almeno nel settore del software.</p>
  43. <h2>Contesto: Brevetti e Standard 101</h2>
  44. <p>L'idea dei brevetti non è nuova. Le sue origini risalgono alle monarchiche
  45. "litterae patentes", che conferivano diritti esclusivi ad alcune
  46. persone. I governi democratici hanno poi preso il posto delle
  47. monarchie, e la legislazione sui brevetti si è evoluta nel tempo, ma le
  48. caratteristiche fondamentali che definiscono un brevetto non sono
  49. cambiate.</p>
  50. <p>In sintesi, un brevetto è un monopolio concesso, per un tempo limitato,
  51. dal governo per conto dei suoi cittadini.</p>
  52. <p>Il termine monopolio ha molte connotazioni negative, e per una buona
  53. ragione. Un monopolio soffoca l'innovazione e aumenta i prezzi a causa
  54. dell'assenza di concorrenza. Considerate queste premesse, un monopolio è
  55. generalmente considerato un danno per l'economia e per la società. Non è
  56. illegale ottenere un monopolio, ma la società ha un interesse legittimo
  57. a limitare l'abuso del potere che un monopolio conferisce, e cerca di
  58. raggiungere tale obiettivo con la legge antitrust.</p>
  59. <p>Il diritto di monopolio creato da un brevetto porta con sé tutti gli
  60. effetti collaterali di un monopolio. Viene concesso dallo Stato perché si
  61. crede che l'assenza di brevetti possa impedire la pubblicazione delle
  62. scoperte, un'eventualità che si ritiene più dannosa della concessione
  63. del monopolio che il brevetto crea.</p>
  64. <p>Questo patto alla base dei brevetti è basato sulla divulgazione, così che altri
  65. possano imparare da una buona idea e svilupparla. La mancanza di un' utile divulgazione
  66. o di un avanzamento della conoscenza pubblica si traduce nella concessione di un
  67. monopolio che non dà niente indietro alla società.</p>
  68. <p>Come i brevetti, gli standard sono strettamente collegati con la pubblicazione. L'origine
  69. della parola standard sembra risalire all'araldica, nella quale si riferisce
  70. a un simbolo che viene usato in battaglia per rendere visibile un punto in cui
  71. radunarsi.</p>
  72. <p>L'uso moderno del termine conserva questo significato di punto di riferimento pubblicamente
  73. visibile, sebbene sia stato trasferito in altri ambiti. Quindi tra le altre cose
  74. viene definito come "<em>qualcosa stabilito dall'autorità,
  75. dalla consuetudine, o dal consenso generale come un modello o esempio</em>" o anche
  76. "<em>una struttura costruita o che funziona come base o supporto.</em>"
  77. (dal dizionario online <a href="http://www.merriam-webster.com/dictionary/standard">
  78. Merriam-Webster</a>).</p>
  79. <p>Nell'ICT (Information and Communication Technologies), uno standard ha entrambi
  80. i significati citati sopra. Secondo il
  81. <a href="http://www.bsi-global.com/en/Standards-and-Publications/About-standards/What-is-a-standard/">British
  82. Standards Institution</a> (BSI), uno standard è "<em>un modo concordato e
  83. ripetibile di fare qualcosa. E' un documento pubblico che contiene una
  84. specifica tecnica o altri precisi criteri progettati per essere
  85. usati coerentemente come regola, linea guida o definizione. [...] Ogni
  86. standard è un'opera collettiva. Comitati di produttori, utenti,
  87. organizzazioni di ricerca, dipartimenti governativi e consumatori lavorano
  88. insieme per redigere standard che evolvono per rispondere alle richieste della
  89. società e della tecnologia. [...]</em>"</p>
  90. <p>L'idea sottostante è che uno standard stabilisce un terreno comune,
  91. fornisce gli strumenti necessari all'interoperabilità e alla concorrenza. Questo è
  92. vero specialmente per l'ICT a causa dei forti effetti di rete. Se tutti i
  93. partecipanti al mercato ICT aderiscono agli stessi standard e
  94. si impegnano a garantire l'interoperabilità, i clienti possono non solo
  95. scegliere liberamente tra i vari prodotti e servizi, possono anche
  96. scambiarsi le informazioni senza problemi.</p>
  97. <p>Al contrario, l'assenza o il fallimento della standardizzazione deforma gli
  98. effetti di rete in un modo tale che la monopolizzazione diventa quasi certa. Utenti
  99. di un prodotto o servizio possono dialogare [interagire] solo con utenti dello
  100. stesso prodotto o servizio. Nel tempo, una soluzione raggiunge una base di utenti
  101. talmente ampia che altri utenti sono lasciati di fatto con la scelta di
  102. unirsi a questo gruppo, o di essere incapaci di comunicare pienamente con la
  103. maggioranza degli utenti. Questa situazione potrebbe essere raggiunta, ad esempio, unendo
  104. in bundling il software con una piattaforma hardware dominante.</p>
  105. <p>Dunque gli standard sono soprattutto uno strumento che rende possibile la concorrenza
  106. per il bene pubblico. Il fine degli standard è intrinsecamente
  107. anti-monopolistico.</p>
  108. <p>E' anche a favore dell'innovazione. Dal momento che la deviazione da uno standard
  109. automaticamente lo infrange, standardizzazione e innovazione sembrano obiettivi
  110. opposti, e fino a un certo punto lo sono. Ma quando tutti i cambiamenti vengono decisi
  111. col consenso tra le parti, il risultato è una versione aggiornata dello
  112. standard disponibile per tutti. La seconda strada è l'innovazione che si sviluppa
  113. a partire da uno standard, ovvero quando si usa lo standard come base per l'innovazione
  114. piuttosto che innovare all'interno dello standard.</p>
  115. <p>A causa della sua natura globale e guidata dal consenso, il primo processo è più
  116. lento in confronto. Un altro problema è la consistente barriera per
  117. entrare nel processo di standardizzazione. Di conseguenza, le grandi aziende godono
  118. di una maggiore rappresentanza in confronto alle piccole e medie imprese (PMI).</p>
  119. <p>Il secondo percorso è aperto a tutti, la singola persona, la PMI, o la grande
  120. industria. E' anche limitato soltanto dalla velocità di sviluppo del
  121. gruppo che lavora sull'innovazione. Se l'innovazione viene portata avanti da
  122. un solo soggetto, ci sarà un monopolio temporaneo. Ma raggiunta una certa
  123. maturità, è probabile poi che l'innovazione venga di nuovo formalizzata in
  124. uno standard, creando la base per la prossima innovazione che si svilupperà
  125. da questo.</p>
  126. <p>Mentre la prima via permette soprattutto lenti e piccoli miglioramenti,
  127. la seconda via rende possibile la piena partecipazione della maggioranza dei
  128. soggetti economici ed è molto più adatta per idee all'avanguardia e
  129. probabilmente è la più importante da proteggere per la società.</p>
  130. <h2>Conflitto: Strumenti fondamentalmente opposti</h2>
  131. <p>Gli obiettivi fondamentalmente differenti di brevetti e standard
  132. sono emersi molteplici volte nel corso del dibattito, ad esempio nel discorso
  133. tenuto da Karsten Meinhold, presidente della Commissione Speciale per i Diritti
  134. di Proprietà Intellettuale dell' ETSI (European Telecommunications Standards Institute),
  135. <a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&amp;doc_id=3635&amp;userservice_id=1&amp;request.id=0">che
  136. ha sintetizzato la questione</a> in questa frase: "<em>i Diritti di Proprietà Intellettuale e gli Standard servono
  137. diversi scopi: i diritti di proprietà intellettuale sono destinati ad un uso privato esclusivo, gli Standard sono
  138. intesi per l'uso pubblico, collettivo</em>."</p>
  139. <p>Sia i brevetti che gli standard traggono la loro giustificazione dal
  140. bene pubblico, ma sostenere uno priva l'altro della sua
  141. funzione. Gli Standard cercano di neutralizzare i monopoli, i brevetti li
  142. stabiliscono. O, come ha detto Tomoko Miyamoto, Senior Counsellor della sezione Brevetti
  143. dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO)
  144. nella <a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&amp;doc_id=3633&amp;userservice_id=1&amp;request.id=0">sua
  145. presentazione</a>: L'addensamento di brevetti ed il ricatto brevettuale derivano dal
  146. legittimo sfruttamento dei diritti esclusivi conferiti intenzionalmente
  147. dai brevetti.</p>
  148. <p>In altre parole: il conferimento di questi diritti esclusivi è la conseguenza voluta del sistema
  149. brevettuale, e l'uso legittimo di questi diritti ha come conseguenza l'addensamento di brevetti
  150. ed il ricatto brevettuale. Permettere i brevetti sugli standard è dunque un atto intenzionale
  151. per assegnare ad alcune parti dei monopoli sugli standard, incluso il diritto di
  152. bloccare l'implementazione da parte di altri soggetti.</p>
  153. <h2>Pubblicazione Ex-Ante</h2>
  154. <p>Ci sono molteplici tentativi attraverso i quali la comunità dedicata alla
  155. standardizzazione ha cercato nel corso degli anni di mitigare questi effetti. Uno di
  156. questi meccanismi si chiama "Pubblicazione Ex-Ante". Le parti che lavorano
  157. ad uno standard usano questo meccanismo per impegnarsi in termini contrattuali mentre
  158. lo standard è ancora in fase di stesura. Se questi termini non sono ritenuti
  159. accettabili dagli altri soggetti che lavorano allo standard, la
  160. tecnologia che è coperta dal brevetto non viene inclusa nello
  161. standard.</p>
  162. <p>Quali siano i termini accettabili è altamente soggettivo. Una grande corporation
  163. con un ampio portafoglio brevetti e un accordo cross-licensing in corso
  164. col detentore di importanti brevetti potrebbe considerare un'inconvenienza minore
  165. il fatto di dover aggiungere un altro brevetto all'accordo. La stessa
  166. situazione appare sostanzialmente diversa dalla prospettiva di una
  167. piccola o media impresa che solitamente ha al massimo un piccolo
  168. portafoglio brevetti e deve aspettarsi degli accordi contrattuali dal costo esorbitante.</p>
  169. <p>Poiché le piccole e medie imprese sono scarsamente rappresentate nel processo di
  170. standardizzazione, è probabile che la Pubblicazione Ex-Ante produca risultati più soddisfacenti
  171. per le grandi corporation che hanno ampi portafogli brevetti e che sono in concorrenza nello stesso
  172. settore. La maggioranza dei soggetti economici generalmente non ha voce in capitolo a
  173. proposito dell'accettabilità dei termini.</p>
  174. <p>Un altro problema della pubblicazione ex-ante è la sua difficile applicazione, come
  175. ha sottolineato <a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&amp;doc_id=3631&amp;userservice_id=1&amp;request.id=0">
  176. nella sua presentazione</a> Suzanne Michel, vice-direttore dell' Office of Policy and Coordination
  177. della Federal Trade Commission (FTC) americana. La FTC ha scoperto
  178. che <a href="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Rambus&amp;oldid=251605519">Rambus
  179. Incorporated</a> ha partecipato alle riunioni di standardizzazione
  180. del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/JEDEC">Joint Electron
  181. Device Engineering Council (JEDEC)</a> con l'obiettivo di modificare le loro
  182. applicazioni brevettuali per includere della tecnologia che era in discussione
  183. per essere inserita in futuri standard. Secondo la FTC, questo
  184. comportamento era subdolo, violava le regole di rivelazione del JEDEC, e dava
  185. in modo illegale a Rambus un potere monopolistico.</p>
  186. <p>La <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Court_of_Appeals_for_the_District_of_Columbia_Circuit">D.C. Circuit
  187. Court</a> ha espresso il suo disaccordo con l'interpretazione della FTC nella
  188. decisione dell'Aprile 2008. Secondo Michel, la corte ha detto che
  189. evitare i termini contrattuali cosiddetti "ragionevoli e non discriminatori" –
  190. "<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Reasonable_and_Non_Discriminatory_Licensing">Reasonable
  191. and Non-Discriminatory</a>" (RAND) – non costituisce
  192. un abuso, e che non c'è una prova che dimostra che JEDEC avrebbe evitato
  193. alcune tecnologie se avesse saputo che Rambus aveva intenzione di
  194. usare i suoi brevetti fino al livello massimo consentito dalla legge. La corte ha
  195. anche espresso la sua riluttanza a rendere i brevetti non applicabili sulla base di
  196. vaghe norme di divulgazione.</p>
  197. <p>Sia i brevetti che gli standard traggono la loro giustificazione dal
  198. bene pubblico. I brevetti che Rambus ha archiviato negli standard che
  199. erano sul punto di essere pubblicati non hanno fornito alcuna ulteriore
  200. informazione pubblica sulla nuova tecnologia introdotta. Dare a Rambus un potere monopolistico
  201. sugli standard sviluppati da JEDEC è anche dannoso per il pubblico interesse. Quindi sembra
  202. probabile che se si valutasse questa situazione dal punto di vista dell'interesse pubblico
  203. si giungerebbe alla conclusione che in realtà l'interesse pubblico non è prevalso
  204. in questo caso.</p>
  205. <p>Dunque sembrerebbe che la FTC sia stata corretta nella sua valutazione, e
  206. lo stesso vale per la corte, perché stabilire monopoli temporalmente limitati è
  207. il vero obiettivo e la vera funzione della legge sui brevetti. I tribunali non hanno
  208. il ruolo di annullare le leggi e gran parte dei legislatori non ha prestato
  209. attenzione al conflitto di pubblico interesse tra brevetti e standard.</p>
  210. <p>JEDEC nel frattempo ha aggiornato le sue norme di divulgazione, e questo potrebbe
  211. aiutare ad evitare problemi simili in futuro. Considerato il valore che per molti
  212. tribunali la legge sui brevetti ha in relazione alla standardizzazione, solo una
  213. futura causa in tribunale potrà dimostrare se il problema è stato risolto
  214. in modo da resistere alla revisione formale della legge.</p>
  215. <h2>(F)RAND</h2>
  216. <p>Questo è vero per tutti gli enti di standardizzazione che esigono la
  217. pubblicazione ex-ante, ma la maggior parte di questi non la richiede. La maggioranza
  218. degli enti sembra invece affidarsi a una rivelazione puramente volontaria
  219. e all'assicurazione che i detentori dei brevetti coinvolti nel processo
  220. si accorderanno in base ai cosiddetti termini RAND o FRAND
  221. ("<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fair,_Reasonable_and_Non_Discriminatory_Licensing">Equi,
  222. Ragionevoli e Non Discriminatori</a>").</p>
  223. <p>Una critica frequente dei termini (F)RAND è la mancanza di una definizione
  224. di cosa sia ragionevole e per chi. Durante l'Internet Governance
  225. Forum (IGF) del 2006 ad Atene, Susy Struble di Sun Microsystems
  226. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CNUdqEqjbOQ">ha fatto notare</a>
  227. che ciò che è ragionevole per un soggetto potrebbe non essere ragionevole
  228. per un altro.</p>
  229. <p>Le pratiche di applicazione di una licenza variano molto, e sono influenzate da
  230. vari fattori, tra i quali, ad esempio: se un'azienda ha una
  231. partecipazione nel mercato in questione oppure no, e con quanta
  232. aggressività insegue i profitti derivanti dai suoi brevetti.</p>
  233. <p>Inoltre, i brevetti possono essere venduti o acquisiti come parte di una
  234. acquisizione o ristrutturazione aziendale. Un successivo titolare di un brevetto
  235. potrebbe considerare ragionevoli termini diversi, e lo stesso vale per il titolare di un brevetto
  236. che non ha partecipato al processo di standardizzazione e che non si è nemmeno mai
  237. impegnato a rispettare i termini RAND.</p>
  238. <p>I termini RAND generalmente si basano su una vaga assicurazione di poter ottenere una
  239. licenza su richiesta. Tale assicurazione non costituisce una licenza perpetua
  240. sul brevetto e non impegna il nuovo titolare di un brevetto. Quindi un nuovo titolare
  241. può scegliere liberamente come far rispettare il brevetto, e di conseguenza può, grazie al brevetto,
  242. bloccare tutte le implementazioni esistenti dello standard.</p>
  243. <p>Come ha fatto notare Miyamoto del WIPO, il blocco operato da un brevetto
  244. è un uso legittimo e voluto del sistema brevettuale. Dunque anche in un regime
  245. RAND, c'è una gran quantità di incertezza che invariabilmente favorisce
  246. le grandi aziende, che non hanno solo maggiori risorse economiche, hanno anche
  247. dipartimenti legali e portafogli brevettuali più grandi.</p>
  248. <p>E' questa incertezza che ha causato grande frustrazione tra le PMI:
  249. Charles Schulz di Ars Aperta ha espresso sinteticamente come RAND si riferisce
  250. a una "licenza RANDom [casuale, imprevedibile, NdT] agli occhi dei concorrenti".
  251. Nella <a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&amp;doc_id=3639&amp;userservice_id=1&amp;request.id=0">sua
  252. presentazione</a>, Schulz ha anche evidenziato che i termini (F)RAND sono
  253. discriminatori nei confronti del Software Libero. Anche termini RAND collegati a
  254. royalty pari a zero, i cosiddetti termini RF-on-RAND ("Royalty Free on RAND"),
  255. RAND-RF ("RAND Royalty Free") o RAND-Z ("RAND with Zero royalties")
  256. spesso presentano gli stessi problemi perché non permettono il
  257. sublicensing.</p>
  258. <p>Il Software Libero
  259. (<a href="/documents/freesoftware">detto anche Open
  260. Source, FOSS o FLOSS</a>) si basa sul principio per cui ogni
  261. persona e ogni entità legale possa essere utente, sviluppatore,
  262. distributore, o una qualsiasi combinazione di questi ruoli. Solo le condizioni che
  263. permettono questa situazione sono accettabili per il Software Libero, che secondo una
  264. <a href="http://www.flossimpact.eu/">stima</a> raggiungerà il 32% di tutti
  265. i servizi IT e il 4% del PIL europeo entro il 2010.</p>
  266. <p>Nella <a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&amp;doc_id=3641&amp;userservice_id=1&amp;request.id=0">sua
  267. presentazione</a>, Amy Marasco, General Manager Standards Strategy di
  268. Microsoft, ha evidenziato il fatto di non considerare il Software Libero
  269. un modello di business. Questo è vero nella misura in cui lo stesso
  270. software proprietario non è un modello di business. I modelli di business riguardano ciò che
  271. viene sviluppato a partire dal Software Libero e/o dal software proprietario.</p>
  272. <p>Marasco ha continuato col sottolineare come tutti questi modelli di
  273. business sono legittimi. E sebbene ci siano nette differenze nelle opinioni
  274. su quale modello software sia la scelta migliore e più sostenibile per
  275. l'economia e la società, dalla prospettiva di un'analisi politica
  276. degli standard, tutti i modelli di business basati sul software proprietario,
  277. sul Software Libero, o su un misto dei due deve essere considerato
  278. valido e legittimo.</p>
  279. <p>Come si è detto prima, le parti del PIL europeo relative al Software
  280. Libero dovrebbero raggiungere il 4% entro il 2010. Tutti concordano sul fatto che
  281. tutti i modelli di business, inclusi quelli che contengono Software Libero, siano
  282. legittimi. Ci si domanda allora se può essere considerato
  283. Equo, Ragionevole e Non-Discriminatorio escludere questa parte legittima
  284. dell'economia attraverso la scelta dei termini contrattuali dei brevetti.</p>
  285. <h2>Danno dall'esclusione?</h2>
  286. <p>La situazione ha una strana somiglianza con quella dei
  287. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Counterfeit_drugs">farmaci
  288. contraffatti</a>, dove l'argomento a favore della tutela brevettuale è
  289. generalmente seguito da considerazioni di salute pubblica. Ma soltanto i
  290. farmaci efficaci che sono identici al prodotto brevettato
  291. violano davvero il brevetto. I rischi per la salute si presentano soprattutto
  292. laddove i brevetti non sono violati.</p>
  293. <p>Negli standard, la situazione è relativamente simile. Se dei brevetti sono
  294. parte di uno standard, solo un'implementazione che è coperta dai brevetti
  295. fornisce un antidoto efficace alla monopolizzazione. Dover aggirare i
  296. brevetti porta generalmente a cancellare la conformità degli standard e a danneggiare
  297. il bene pubblico che è la forza che guida la standardizzazione.</p>
  298. <p>Dunque i brevetti interni agli standard hanno il potenziale di rendere impossibile
  299. la piena interoperabilità per legittime attività commerciali in alcuni
  300. mercati. Come il sopracitato
  301. BSI <a href="http://www.bsi-global.com/en/Standards-and-Publications/About-standards/What-is-a-standard/">evidenzia
  302. </a>: "Gli Standard sono progettati per uso volontario e non impongono alcuna
  303. regolamentazione. Però le leggi e le regolamentazioni possono riferirsi a certi
  304. standard e rendere obbligatoria la conformità con essi."</p>
  305. <p>Una volta che una tecnologia è stata standardizzata, alcune scelte non
  306. vengono più fatte sulla base della qualità tecnologica. Anche quando esiste una
  307. soluzione migliore che avrebbe l'ulteriore valore di non violare un possibile
  308. brevetto sullo standard, uno sviluppatore sceglierà di seguire
  309. lo standard tecnologicamente inferiore per poter avere un pieno
  310. accesso al mercato. Tale eventualità ribalta l'idea iniziale alla base
  311. del brevetto: La tecnologia ha un valore perché è brevettata, non
  312. è brevettata perché ha un valore.</p>
  313. <p>Ci sono anche casi in cui alcune organizzazioni deputate alla standardizzazione,
  314. come l' <a href="http://www.iso.org">Organizzazione Internazionale per la
  315. Standardizzazione</a> (ISO) hanno una posizione di privilegio assegnata dai
  316. governi per quanto riguarda le decisioni di approvvigionamento. A causa dei brevetti e di
  317. condizioni (F)RAND insufficienti, non tutti gli standard privilegiati in
  318. questo modo possono essere implementati da tutti i legittimi partecipanti al mercato
  319. che dovrebbero poter concorrere in appalti pubblici.</p>
  320. <p>Così attraverso lo speciale privilegio concesso ad organizzazioni come l'ISO che
  321. accettano termini insufficienti per garantire la concorrenza, il diritto
  322. monopolistico conferito dai brevetti si traduce in un oligopolio o perfino in un
  323. monopolio negli approvvigionamenti pubblici. Questa esclusione della concorrenza
  324. dagli appalti attraverso i brevetti sugli standard danneggia il bene
  325. pubblico perché porta a prezzi più alti e di conseguenza
  326. a tasse più alte.</p>
  327. <p>Possibili rimedi a questa situazione dovrebbero affrontare il modo in cui
  328. i governi assegnano le preferenze di approvvigionamento agli standard, il modo in
  329. cui i brevetti vengono gestiti negli standard, il sistema brevettuale stesso, o
  330. una combinazione di tutto questo.</p>
  331. <h2>Rimedi tentati</h2>
  332. <p>Una valida ricerca sui brevetti costa circa 100.000 euro per caso secondo
  333. Rigo Wenning, consulente legale e membro del Patent Policy Team del
  334. W3C/ERCIM che ha tenuto un discorso su
  335. "<a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&amp;doc_id=3636&amp;userservice_id=1&amp;request.id=0">Standard,
  336. Brevetti e la Dinamica dell'Innovazione sul Web</a>." Il W3C è davvero
  337. l'unica Standards Setting Organisation (SSO) che ha una politica
  338. brevettuale per i suoi standard capace di favorire tutti
  339. i legittimi modelli di business.</p>
  340. <p>Per le PMI la spesa di 100.000 euro per la ricerca brevettuale
  341. è proibitiva. Ma anche le grandi aziende riterranno tale
  342. spesa considerevole, ed è solo una dei generatori di costo. Un danno
  343. maggiore può essere causato dalle ingiunzioni contro un prodotto, o i reclami
  344. per danni. Nella
  345. sua <a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&amp;doc_id=3646&amp;userservice_id=1&amp;request.id=0">presentazione
  346. dell'idea "SoftIP"</a> dell'IBM, Roger Burt, Senior Counsel di IBM
  347. Europa introduce il problema con una citazione tratta da un sommario di BSA et al. Amicus
  348. nella causa eBay v MercExchange. La citazione riassume piuttosto bene i problemi
  349. della grande industria:</p>
  350. <quote class="indent"><em>"I prodotti tecnologici solitamente consistono di centinaia
  351. o di migliaia di componenti brevettate. E' quindi impossibile per le aziende
  352. tecnologiche esaminare tutti i brevetti, e le domande brevettuali
  353. pendenti che potrebbero essere attinenti a una nuova invenzione (prodotto),
  354. nonostante i migliori tentativi per farlo. Dato che, come spesso
  355. accade, l'accusa di violazione viene fatta solo dopo che il nuovo
  356. prodotto è stato distribuito o lo standard industriale adottato,
  357. progettare in modo da aggirare l'accusa non è più un'opzione realistica. Poiché
  358. un'ingiunzione verrà emessa automaticamente in seguito a una scoperta di violazione –
  359. anche se l'accusa riguarda una parte insignificante del prodotto –
  360. il bersaglio dell'accusa è costretto a pagare una quota esorbitante per poter
  361. preservare il suo business."</em></quote>
  362. <p>Un altro tentativo di impedire che le tasse brevettuali diventino esorbitanti
  363. perfino per le grandi corporation è stato introdotto da Tim Frain, Direttore delle questioni
  364. di regolamentazione dei diritti di proprietà intellettuale per Nokia, nella sua presentazione su
  365. "<a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&amp;doc_id=3649&amp;userservice_id=1&amp;request.id=0">FRAND
  366. Best Practice</a>." Frain è fautore di un sistema basato su "Termini Ragionevoli Aggregati" &amp; "Proporzionalità" (ART+P).</p>
  367. <p>L'idea basilare di questo approccio è: se ogni titolare di un brevetto
  368. fa pagare individualmente delle tasse brevettuali che ritiene Eque, Ragionevoli e
  369. Non Discriminatorie, le tasse risultanti potrebbero arrivare a 50% o più
  370. del costo per il prodotto finale. Dunque tutti i titolari di brevetti dovrebbero
  371. impegnarsi ex-ante affinché il costo aggregato di licenza per tutti i brevetti
  372. debba essere ragionevole. A titolo di esempio, Frain ha dichiarato che nella visione di
  373. Nokia, i costi di licenza per i brevetti sulla tecnologia della comunicazione per i
  374. telefoni cellulari dovrebbero essere inferiori al 10% per ricevitore.</p>
  375. <p>Entrambi gli approcci sono tentativi di controllare l'uso di monopoli
  376. concessi dai brevetti e in quanto tali cercano di ottenere da altri soggetti una
  377. volontaria accettazione del fatto di non esercitare diritti che il sistema
  378. dei brevetti ha loro assegnato.</p>
  379. <p>Purtroppo entrambi non raggiungono l'obiettivo che si pone il criterio della
  380. non discriminazione dei legittimi modelli di business, e l'approccio ART+P
  381. ha anche una debolezza dal punto di vista pratico: infatti la convergenza unisce
  382. più di una tecnologia in ogni dispositivo, dunque le royalty totali
  383. per uno smart phone possono sempre raggiungere il 50% anche se il costo per
  384. GSM &amp; Co è limitato al 10%. Ma anche questo 10% può essere una quantità
  385. considerevole per i computer portatili che hanno modem UMTS inclusi, o per i dispositivi
  386. embedded, un settore in cui i margini di guadagno sono tipicamente ben sotto il
  387. 10%.</p>
  388. <p>Per esporla in termini provocatori: E' equo e
  389. ragionevole che i titolari dei brevetti ricevano una rendita monopolistica più alta
  390. del guadagno che un'azienda innovativa può riuscire ad ottenere rilasciando un nuovo
  391. prodotto e accollandosi tutti i rischi associati?</p>
  392. <h2>Cui bono?</h2>
  393. <p>Dunque chi ne trae vantaggio? Come si è spiegato prima, i brevetti sono concepiti come un compromesso. I
  394. vantaggi sono spesso spiegati con l'immagine dell'inventore solitario che ha un'idea
  395. geniale. Sarebbe giusto che questo inventore rendesse pubblica l'idea solo
  396. per vedere una grande azienda introdurla nel mercato più rapidamente di quanto l'inventore
  397. possa fare, con nessuna ricompensa economica per l'inventore? La maggior parte delle persone
  398. concorderebbe che non è giusto.</p>
  399. <p>Se non ci fossero i brevetti, un simile inventore potrebbe solo scegliere
  400. se tentare la sorte, o mantenere segreta l'innovazione il più a lungo possibile
  401. mentre cerca di introdurla nel mercato. I brevetti assegnano un monopolio
  402. temporaneo all'inventore in cambio della pubblicazione, in modo tale che
  403. l'inventore possa trovare dei finanziatori, mettere su una azienda, finire lo
  404. sviluppo del prodotto, introdurlo nel mercato, e beneficiare di un vantaggio iniziale
  405. prima che altri possano concorrere in modo normale.</p>
  406. <p>Questo meccanismo sembra aver funzionato ragionevolmente bene per molto tempo
  407. in passato. Ma alcuni parametri di base sono cambiati, mentre i brevetti
  408. sono stati estesi in ulteriori campi in un modo essenzialmente poco
  409. attento. Questo è particolarmente vero per il software, per il quale i brevetti non
  410. hanno un ruolo significativo nel rendere pubblica l'innovazione, rompendo il patto con
  411. la società proprio mentre si sta riducendo il tempo necessario a introdurre una nuova
  412. innovazione nel mercato e il tempo che intercorre tra due scoperte molto innovative.</p>
  413. <p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Kurzweil">Raymond
  414. Kurzweil</a> ha individuato un modello esponenziale nell'innovazione che risale
  415. fino agli organismi unicellulari. Giunto alla conclusione che questo debba essere
  416. un principio universale, Kurzweil ha fatto
  417. delle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Predictions_made_by_Raymond_Kurzweil">previsioni</a>
  418. per il futuro molte delle quali si sono rivelate essere molto
  419. precise finora. Se si applica questo principio ai brevetti, dalla durata
  420. costante del monopolio garantito segue una crescita esponenziale del
  421. valore di un brevetto individuale.</p>
  422. <p>Il prezzo che la società sta pagando per la concessione di brevetti sta continuando
  423. a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Exponential_growth">crescere
  424. esponenzialmente</a> sin dal momento in cui è stato concluso il primo accordo
  425. brevettuale. Questo spiegherebbe perché i costi del sistema brevettuale
  426. sembrano sempre più esorbitanti e perché aumentino le richieste per una riforma, una situazione
  427. che ha portato al recente annuncio del
  428. "<a href="http://www.ftc.gov/opa/2008/11/ipmarketplace.shtm">First
  429. in Series of Hearings on Evolving Intellectual Property
  430. Marketplace</a>" della Federal Trade Commission (FTC) statunitense.</p>
  431. <p>Questi problemi potrebbero essere risolti diminuendo la durata dei
  432. brevetti, adattandoli alla situazione specifica del settore, e escludendo
  433. i settori in cui i brevetti non forniscono un'informazione pubblica
  434. utile e significativa.</p>
  435. <p>Per quanto riguarda gli standard, è stato An Baisheng, Deputy Director della
  436. Division of Technical Regulations Department per il WTO Affairs del
  437. Ministero del Commercio cinese a sollevare la questione del beneficio
  438. pubblico vs privato nella sua presentazione intitolata
  439. "<a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&amp;doc_id=3632&amp;userservice_id=1&amp;request.id=0">Trovare
  440. il Giusto Equilibrio tra Interessi Pubblici e Privati in relazione ai diritti di proprietà intellettuale nella
  441. Standardizzazione dell'ICT</a>".</p>
  442. <p>Prendendo come riferimento lo scenario dell' "inventore solitario" illustrato sopra,
  443. la domanda che dovremmo farci a proposito dei brevetti sugli standard è: Sarebbe giusto
  444. che il nostro inventore potesse impedire a qualcun'altro di introdurre nel mercato
  445. una sua innovazione che in qualche modo interagisce con l'invenzione
  446. iniziale? Messa in termini meno astratti: Un brevetto su una macchina da scrivere
  447. dovrebbe estendersi alla carta carbone che ha le dimensioni giuste per essere usata
  448. in quella macchina da scrivere? La maggioranza delle persone concorderebbe che
  449. questo è un eccesso.</p>
  450. <h2>Rimedi Possibili</h2>
  451. <h3>1. L'interoperabilità batte il brevetto</h3>
  452. <p>Nel corso del dibattito sui brevetti software nell'Unione europea è stato raggiunto
  453. un consenso tra i rappresentanti delle PMI, del Software Libero e delle grandi
  454. aziende come IBM o Sun Microsystems sul fatto che i brevetti che
  455. limitano o impediscono l'interoperabilità non dovrebbero essere applicabili.</p>
  456. <p>Nell'Unione Europea, questa proposta potrebbe essere introdotta nel dibattito
  457. in corso sul Brevetto Comunitario. A livello globale, l'Organizzazione Mondiale
  458. per la Proprietà Intellettuale (WIPO) dovrebbe considerarla
  459. come parte delle sue discussioni sul piano di sviluppo.</p>
  460. <p>Una volta implementata, risolverebbe il più dannoso degli effetti collaterali
  461. subiti da tutti i legittimi modelli di business e darebbe all'interoperabilità e alla
  462. concorrenza un diritto preferenziale rispetto ai diritti di monopolio. Considerati i
  463. notevoli effetti di rete che esistono in questo mercato, questo diritto preferenziale
  464. appare giustificato.</p>
  465. <h3>2. Aggiornare la politica brevettuale delle SSO</h3>
  466. <p>Secondo, le Standard Setting Organisations (SSO) potrebbero aggiornare le loro
  467. politiche brevettuali per garantire che i loro standard siano utilizzabili in
  468. tutti i modelli di business. Durante l'incontro, molti rappresentanti SSO hanno affermato
  469. che non è compito loro decidere le politiche brevettuali. Allo stesso
  470. tempo,
  471. la <a href="http://www.itu.int/ITU-T/dbase/patent/patent-policy.html">Common
  472. Patent Policy</a> di ITU-T, ITU-R, ISO e IEC già afferma il
  473. principio che "<em>un brevetto incorporato pienamente o parzialmente in una
  474. Raccomandazione | Deliverable deve essere accessibile a tutti senza
  475. eccessivi impedimenti.</em>" Come dimostra questa analisi, l'attuale
  476. applicazione del RAND non raggiunge l'obiettivo di questo principio.</p>
  477. <p>Un ulteriore precedente è il tipico modo in cui
  478. le SSO proteggono gli standard da possibili successive rivendicazioni da parte di
  479. titolari di copyright richiedendo a tutti i partecipanti al processo di
  480. standardizzazione di assegnare il loro copyright alla SSO. Applicare misure simili
  481. e appropriate ai brevetti appare giustificato per le stesse ragioni.</p>
  482. <h3>3. Provide intermediate and migration possibilities</h3>
  483. <p>Molti standard gravati da brevetti già esistono, e anche se la WIPO
  484. finisce col concordare una preferenza per la generale interoperabilità, ci vorranno
  485. decenni perché questo si traduca in delle leggi locali.</p>
  486. <p>Come soluzione intermedia, i termini (F)RAND devono essere applicati in un modo
  487. che i termini della licenza non discriminino alcun valido
  488. modello di business, come accade comunemente oggi. Una possibile soluzione potrebbe essere
  489. collegare le royalty derivanti dal (F)RAND al profitto a valle derivante dalle licenza.</p>
  490. <p>I modelli di business basati su licenze proprietarie che si appoggiano a
  491. copyright o brevetti per poter guadagnare continueranno ad operare come
  492. fanno oggi. I modelli di business che non si affidano al profitto derivante dalle licenze
  493. saranno abilitati a interfacciarsi con altri prodotti e a fare concorrenza.</p>
  494. <p>Questo passo inoltre riallineerebbe nuovamente ITU-T, ITU-R, ISO e IEC
  495. con la loro dichiarata politica comune sui brevetti.</p>
  496. <h3>4. Aggiornare le linee guida sull'approvvigionamento dei governi</h3>
  497. <p>I governi e le organizzazioni intergovernative dovrebbero aggiornare le proprie
  498. linee guida sull'approvvigionamento perché vengano procurati solo prodotti basati su
  499. standard che non discriminano alcun legittimo modello di
  500. business. Questo implica una revisione dell'approvazione per alcune organizzazioni che impostano
  501. lo standard, e solo un'approvazione limitata per le organizzazioni
  502. che non hanno aggiornato le loro politiche brevettuali in modo appropriato entro
  503. i termini temporali della revisione.</p>
  504. <hr />
  505. <p><em>ATTENZIONE: Questo documento è stato scritto dal punto
  506. di vista di un esperto nel campo del software. Le conclusioni
  507. potrebbero applicarsi interamente, parzialmente o per niente a
  508. settori diversi da quello del software.
  509. </em></p>
  510. </body>
  511. <timestamp>$Date$ $Author$</timestamp>
  512. <translator>Federico Bruni</translator>
  513. </html>
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