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<title> I consumatori italiani non devono pagare per software che non vogliono. - Lettera all'AGCM </title>
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<h1> I consumatori italiani non devono pagare per software che non vogliono. - Lettera all'AGCM</h1>
<p>La FSFE e l'associazione per la protezione dei consumatori ADUC, assieme con l'Italian Linux Society, chiedono al poteri regolamentari di intraprendere passi concreti al fine di proteggere gli italiani dall'essere forzati a pagare software che non vogliono o di cui non hanno bisogno. La corte di Cassazione <a href="/news/2014/news-20140912-01.html">ha deciso in settembre</a> che i venditori di computer devono rimborsare i clienti del prezzo pagato per software non libero e non voluto che venga preinstallato su PC fissi e portatili.
Oggi, FSFE, ADUC e ILS hanno mandato una <a href="http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/Istanza%20AGCM%20rimborso%20windows.pdf">lettera all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM)</a>,
chiedendo che i rivenditori di computer rispettino la decisione della Suprema Corte e rispettino i diritti dei cittadini.</p>
<blockquote>
<p>"I rivenditori non hanno il diritto di chiedere ai consumatori di fare salti mortali al fine di godere dei loro diritti, e le autorità hanno il dovere di proteggere questi diritti" dice il presidente della FSFE Karsten Gerloff. "Il piccolo passo che chiediamo oggi porterà una maggiore libertà di scelta per gli italiani. Noi ci auguriamo che l'AGCM prenderà provvedimenti al fine di concretizzare quanto deciso dalla Suprema Corte."</p>
</blockquote>
<p>
La FSFE, ADUC, e ILS chiedono al garante per il libero mercato di prendere i seguenti provvedimenti:
</p>
<ul>
<li> Quando software non libero è preinstallato in un dispositivo, deve essere visibilmente indicata all'utente la possibilità di ottenere un rimborso per il prezzo della licenza software. </li>
<li> I venditori di hardware devono porre in atto semplici procedure affinché i consumatori possano richiedere il rimborso per il software preinstallato in linea con i prezzi di mercato. Le procedure di rimborso non devono essere inutilmente complicate, e devono essere semplici senza imporre oneri al consumatore.</li>
<li> La garanzia e l'assistenza non devono dipendere dal fatto che un consumatore scelga di ottenere il rimborso del prezzo del software preinstallato. </li>
</ul>
<p>In alternativa, i venditori possono commercializzare i loro dispositivi con Software Libero preinstallato, sollevandoli dai predetti obblighi. </p>
<blockquote>
<p>“Solo il Software Libero permette agli utenti il controllo integrale di cosa i loro computer stiano facendo, e dove i loro dati personali vadano a finire" dice il presidente dell'FSFE Karsten Gerloff. “Chiunque compri un computer deve avere l'opzione di ricevercelo con Software Libero preinstallato.”</p>
</blockquote>
<p>Nella maggior parte degli stati europei, è difficile acquistare un PC senza essere forzati a pagare per la licenza di un sistema operativo non libero. La FSFE da lungo tempo spinge perchè i venditori pongano fine alla pratica di somministrazione di software non libero a consumatori che non lo vogliono o no lo necessitano. L'organizzazione mantiene una <a href="//wiki.fsfe.org/WindowsTaxRefund/">pagina wiki</a> con consigli per il consumatore. Qui, gli acquirenti possono riportare le loro esperienze nell'ottenimento di rimborsi da diversi rivenditori in diverse nazioni.</p>
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