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Solves #5409

Co-authored-by: Darragh Elliott <me@delliott.net>
Reviewed-on: #5431
Co-authored-by: delliott <delliott@fsfe.org>
Co-committed-by: delliott <delliott@fsfe.org>
2025-10-30 12:34:42 +00:00

137 lines
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<title>Brevetti software in Europa</title>
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<center><h1>Brevetti software in Europa</h1>
[<a href="/activities/swpat/swpat.html">Introduzione</a> | Background | <a href="/activities/swpat/status.html">Stato attuale</a> | <a href="/activities/swpat/documents.html">Ulteriori letture</a> ]
</center>
<h2>Cosa sono i brevetti?</h2>
<p>L'idea del brevetto risale ai monarchi del medioevo, i quali conferivano
diritti e privilegi sotto forma di lettere aperte (in latino "litterae
patentes") recanti il proprio sigillo reale. Tali brevetti sui processi per produrre
il vetro, per esempio, erano comunemente concessi sulla base del fatto che tali conoscenze
dovessero essere poi trasmesse agli altri.</p>
<p>Successivamente i governi democratici presero il posto delle monarchie, ma l'idea di base
rimase la stessa: un monopolio limitato era garantito per una determinata invenzione
o processo, in cambio del fatto che tale invenzione o processo fossero resi
pubblici. In questo modo anche gli altri potevano imparare da quell'idea e di conseguenza
sviluppare nuove invenzioni e processi.</p>
<p>Il principio alla base dei brevetti e la loro giustificazione è che
sono monopoli concessi dalla società ad un individuo con l'intento di
beneficiare la società stessa.</p>
<h2>Cosa sono i brevetti sul software?</h2>
<p>Il software in sé è logica implementata. Di conseguenza, i brevetti sul software sono
monopoli concessi su logiche implementate. È importante capire
che tali monopoli non riguardano le implementazioni in sé, che sono già
coperte dal diritto d'autore, ma la logica sottostante all'implementazione
stessa.</p>
<p>Dunque un brevetto sul software si rivela un monopolio su specifici metodi
di calcolo, rendendo leggi matematiche, regole logiche e processi
industriali, proprietà privata delle aziende, ed espropriando a tutti gli effetti
la società della conoscenza da essa prodotta.</p>
<p>Gli effetti di tutto ciò possono essere drammatici. Non solo ogni singolo programma
incorpora letteralmente migliaia di idee che potrebbero essere soggette a brevetti
software, ma, mentre i brevetti concessi in altri campi normalmente non sconfinano
dal campo nel quale sono stati concessi, i brevetti software producono effetti
in tutte le aree in cui il software viene applicato.</p>
<p>Dal momento che il software in sé sta diventando un fattore sempre più determinante,
i brevetti software hanno un'incredibile portata e coprono più o meno tutte le
aree dell'economia e della società.</p>
<p>I brevetti software colpiscono l'industria della produzione elettrica, così come
colpiscono le compagnie assicurative. Danneggiano aziende come IBM e
istituti di ricerca come Fraunhofer. Sono perfino pericolosi per la salute.</p>
<p>A ragione la Convenzione Europea sui Brevetti (pubblicata nel 1973)
affermava esplicitamente che il campo dei programmi per computer, ossia
il software, era escluso dalla brevettabilità.</p>
<p>I brevetti software sono dannosi per l'innovazione, l'economia e la società, quindi
mancano di giustificazione.</p>
<h2>Perché qualcuno li vuole?</h2>
<p>I brevetti software sono stati considerati uno strumento conveniente da parte
delle grosse aziende degli Stati Uniti per difendersi dalla concorrenza:</p>
<p class="quote">"Se la gente avesse capito come ottenere brevetti quando la
maggior parte delle idee di oggi sono state concepite, e li avesse ottenuti,
oggi l'industria sarebbe completamente bloccata. [...] Una nuova impresa che
non detiene brevetti propri sarebbe obbligata a pagare qualsiasi prezzo i giganti
del settore decidano di imporle. Questo prezzo potrebbe essere alto: le imprese
già presenti sul mercato avrebbero l'interesse ad escludere possibili nuovi concorrenti."
<br/>
<div align="right">
William H. Gates<br/>
Documento interno Microsoft (1991)<br/>
Fred Warshofsky, The Patent Wars (1994)
</div></p>
<p>Si dovrebbe comprendere che il prezzo dei brevetti software è pagato
da tutte le aziende, grandi e piccole, ma quelle grandi se lo possono permettere,
avendo maggiori risorse e considerandolo un investimento per liberarsi
dalla concorrenza delle altre imprese.</p>
<p>Pagando un tale prezzo per il sistema, esse vogliono ovviamente il loro
ritorno sull'investimento, ecco perché in particolare la Business Software
Alliance (BSA), organizzazione di lobbying formata principalmente da grandi
aziende statunitensi senza interessi per lo sviluppo del settore
europeo, ha spinto fortemente per l'adozione dei brevetti software in Europa.</p>
<p>Il settore ICT europeo si trova ancora in una posizione favorevole rispetto a quello
degli Stati Uniti, dal momento che è libero dal fardello dei brevetti software,
che gli Stati Uniti si sono autoimposti.</p>
<p>Le piccole e medie imprese in Europa hanno giocato un ruolo centrale per
quanto riguarda l'innovazione, mentre negli Stati Uniti lo sviluppo di
software innovativo è limitato a pochi monopolisti.</p>
<h2>L'Ufficio Europeo dei Brevetti (European Patent Office, EPO)</h2>
<p>Un altro gruppo che trae beneficio dai brevetti software è quello degli
avvocati specialisti in brevetti, dal momento che essi sono necessari per
richiedere un brevetto, per ottenerlo o per contestarne uno in tribunale.
Dal loro punto di vista, i brevetti software dovrebbero coprire
un'area di brevettabilità quasi illimitata, senza alcun bisogno di dimostrare
un'attività di ricerca o sviluppo.</p>
<p>Un posto dove gli avvocati specializzati in brevetti hanno sicuramente il
loro peso è l'Ufficio Europeo dei Brevetti, che ha preparato il terreno per
l'introduzione dei brevetti software, concedendone circa 30.000, agendo
chiaramente al di fuori del proprio mandato e ignorando la Convenzione
Europea sui Brevetti del 1973. </p>
<p>Ma è possibile trovare avvocati esperti di proprietà industriale anche in diversi ministeri
in giro per l'Europa, e per non pestare i piedi all'EPO diversi politici
europei stanno ora cercando di legittimare questi brevetti chiamandoli
brevetti su "invenzioni realizzate tramite calcolatore".</p>
<p>Questo è il motivo per cui la direttiva in discussione è stata chiamata
"brevettabilità delle invenzioni realizzate tramite calcolatore."</p>
</body>
<translator>Marco Frattola e Sebastiano Pistore</translator>
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