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continuous-integration/drone/push Build is passing
continuous-integration/drone/push Build is passing
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<title>Standard Aperti – Panoramica – FSFE</title>
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@@ -25,12 +25,12 @@
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<p>Gli <a href="/activities/os/def.html">Standard Aperti</a> sono il fondamento
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della cooperazione nella società moderna. Essi consentono alle persone di condividere liberamente
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tutti i tipi di dato, evitano il lock-in ed altre barriere artificiali all'interoperabilità,
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tutti i tipi di dato, evitano la dipendenza ed altre barriere artificiali all'interoperabilità,
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promuovono la scelta fra fornitori e soluzioni tecnologiche. Gli Standard Aperti
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sono implementabili con Software Libero, perciò forniscono piena concorrenza
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al mercato. FSFE sostiene la concorrenza leale, l'interoperabilità delle
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al mercato. La FSFE sostiene la concorrenza leale, l'interoperabilità delle
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soluzioni, e la scelta per i consumatori. Gli Standard Aperti sono un prerequisito necessario
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per garantire queste libertà</p>
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per garantire queste libertà.</p>
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@@ -38,15 +38,15 @@ per garantire queste libertà</p>
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<p>Uno standard tecnico è un insieme di regole stabilite di comune accordo
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relativamente a sistemi tecnici. Di solito esso è documentato in una cosiddetta
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«specifica standard» che descrive come organizzare le informazioni in modo
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"specifica standard" che descrive come organizzare le informazioni in modo
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coerente affinché la specifica possa essere compresa ed utilizzata da più applicazioni indipendenti. Gli standard
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che sono impiegati per la memorizzazione dell'informazione sono chiamati «formati», e quelli
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che sono utilizzati per la trasmissione dell'informazione sono chiamati «protocolli».</p>
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che sono impiegati per la memorizzazione dell'informazione sono chiamati "formati", e quelli
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che sono utilizzati per la trasmissione dell'informazione sono chiamati "protocolli".</p>
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<p>Uno standard stabilisce una base comune che fornisce strumenti per l'interoperabilità
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e la concorrenza. Agli antipodi della standardizzazione c'è il monopolio: gli utenti di
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un prodotto o di un servizio possono interoperare solo con gli utenti dello stesso prodotto
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o dello stesso servizio; gli standard sono usati per favorire la concorrenza per il
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o dello stesso servizio. Gli standard sono invece usati per favorire la concorrenza per il
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bene comune.</p>
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<p>Gli standard possono essere vantaggiosi anche per l'innovazione, consentendo a tutti gli attori
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@@ -57,21 +57,21 @@ affinché questi ultimi continuino a sostenere gli standard.</p>
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<p>Il problema sorge quando uno standard è di proprietà di un singolo attore del mercato che usa
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la propria posizione per controllare lo sviluppo futuro dello standard, o tenta
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di manipolarlo attraverso politiche di licenzia per escludere o favorire
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di manipolarlo attraverso politiche di licenza per escludere o favorire
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alcuni specifici gruppi di attori. In questo caso la standardizzazione è usata
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per scopi opposti alla promozione della concorrenza e dell'interoperabilità.</p>
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<p>Perciò la piena concorrenza nel mercato è assicurata dagli standard
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<p>La piena concorrenza nel mercato è quindi assicurata dagli standard
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che sono aperti. Poiché gli Standard Aperti sono liberamente disponibili senza alcuna restrizione,
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essi consentono alle tecnologie standardizzate di essere usate in prodotti e servizi
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senza alcun vantaggio a priori goduto in virtù della proprietà dello standard.
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essi consentono alle tecnologie standardizzate di essere usate in prodotti e servizi,
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senza alcun vantaggio a priori goduto in virtù dell'essere proprietari dello standard.
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Come conseguenza l'accesso alle tecnologie standardizzate è possibile per tutti gli attori del mercato
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indipendentemente dal loro modello di business.</p>
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<h3 id="what-is-an-open-standard">Cos'è uno standard «aperto»?</h3>
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<h3 id="what-is-an-open-standard">Cos'è uno standard "aperto"?</h3>
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<p>Gli Standard Aperti sono implementabili con Software Libero. Se uno standard
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non è conforme ai seguenti criteri, non può essere chiamato «aperto» perché
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<p>Gli Standard Aperti devono poter essere implementabili con Software Libero. Se uno standard
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non è conforme ai seguenti criteri, non può essere chiamato "aperto" perché
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discriminatorio nei confronti del Software Libero.</p>
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<p>Uno <a href="/activities/os/def.html">Standard Aperto</a> si riferisce ad un formato
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@@ -83,7 +83,7 @@ modo equamente disponibile a tutte le parti;</li>
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<li>senza alcuna componente o estensione che abbia dipendenze
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da formati o protocolli a loro volta non conformi alla definizione di
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Standard Aperto;</li>
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<li>libero da clausole legali o tecniche che limitino la sua utilizzazione
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<li>libero da clausole legali o tecniche che limitino il suo utilizzo
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da parte di qualsiasi soggetto o da qualsiasi modello di business;</li>
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<li>gestito e successivamente sviluppato in modo indipendente da qualsiasi fornitore unico, in
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un processo aperto alla partecipazione paritaria di concorrenti e di terze parti;</li>
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@@ -99,13 +99,13 @@ indipendentemente dal modello di business, dalla dimensione, o da una serie di d
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<p>Lo scopo di uno standard è quello di fissare una base tecnologica comune
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consentendo la mutua interazione fra applicazioni differenti. Con sempre
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più dati memorizzati digitalmente la cosa più importante è garantire la loro
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più dati memorizzati digitalmente, la cosa più importante è garantire la loro
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portabilità fra applicazioni diverse. Questo è il motivo per cui è essenziale
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assicurare che il formato scelto per memorizzare digitalmente i propri dati sia accessibile
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da molteplici applicazioni, indipendentemente dal fornitore o dalla soluzione tecnologica.</p>
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<p>Questo è il motivo per cui lo standard deve non solo essere aperto, ma anche
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«<a href="/activities/os/minimalisticstandards.en.html">minimalista</a>»,
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"<a href="/activities/os/minimalisticstandards.en.html">minimalista</a>",
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allo scopo di risolvere in modo adeguato un problema tecnico, consentendo l'esistenza del maggior
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numero possibile di implementatori. In altre parole c'è la necessità
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di valutare quanto uno standard riesca a bilanciare l'equilibrio fra l'essere
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@@ -127,12 +127,12 @@ e vulnerabilità delle quali i pirati informatici potrebbero avvantaggiarsi.</p>
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la specifica formale sia da una sua effettiva implementazione. Procurarsi la
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sola specifica formale spesso non è sufficiente per implementare lo
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standard di un sistema digitale complesso. La conoscenza dell'esistenza di una implementazione dello standard,
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da parte di qualsiasi azienda desiderosa di implementarlo, è spesso addirittura di maggior
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valore rispetto alla specifica formale, poiché aiuta ad evitare il
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lungo processo sbaglia-e-riprova necessario per risolvere ambiguità nella
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da parte di qualsiasi azienda desiderosa di implementarlo, può essere utile tanto
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quanto la specifica formale, poiché aiuta ad evitare il
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lungo processo prova-sbaglia-riprova necessario per risolvere ambiguità nella
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specifica formale.</p>
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<p>Perciò affinché uno standard si sufficientemente «aperto», l'apertura deve
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<p>Perciò affinché uno standard sia sufficientemente "aperto", l'apertura deve
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riguardare sia la specifica che l'implementazione.</p>
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<p>Conseguentemente per le implementazioni aperte è economicamente più vantaggioso
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@@ -151,11 +151,11 @@ detentore del brevetto.</p>
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<p>L'industria ha escogitato varie pratiche di licenza allo scopo di superare
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il problema di brevetti necessari all'implementazione dello standard, per esempio termini come:
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«royalty-free» (RF) - gratuito -, o l'alternativo «fair, reasonable, and non-discriminatory»
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"royalty-free" (RF) - gratuito -, o l'alternativo "fair, reasonable, and non-discriminatory"
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(FRAND) - leale, ragionevole, e non discriminatorio. <a href="/activities/os/why-frand-is-bad-for-free-software.html">I termini FRAND
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sono incompatibili con il Software Libero</a>. Inoltre, a causa del fatto che i
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FRAND sono solitamente tenuti segreti, è impossibile provare se
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il termine imposto sia oggettivamente «leale» o «non discriminatorio».
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il termine imposto sia oggettivamente "leale" o "non discriminatorio".
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Di conseguenza FRAND può essere usato come uno strumento per manipolare il
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processo di standardizzazione per escludere la concorrenza.</p>
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@@ -172,7 +172,7 @@ ricorrere al Software Libero, e l'esclusione dalla standardizzazione di aziende
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prodotti sul Software Libero può intralciare significativamente
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l'innovazione. Perciò la licenza appropriata per standard che necessitano di brevetti
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è quella che non applica alcuna restrizione all'implementazione dello standard
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con Software Libero, per esempio «libere da restrizioni», in conformità alla
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con Software Libero, per esempio "libere da restrizioni", in conformità alla
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<a href="#what-is-an-open-standard">definizione di Standard Aperto</a>.</p>
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<h2 id="what-can-you-do">Cosa puoi fare?</h2>
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@@ -193,7 +193,7 @@ o amministrazione pubblica locale, di costringerti all'uso di formati vincolati
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<li>Promuovi politiche che assicurino in concreto concorrenza ed innovazione
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nella standardizzazione, per esempio Standard Aperti minimalisti implementabili con
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Software Libero.</li>
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<li>Promuovi politiche di licenza che siano basate sui termini «libero da restrizioni»
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<li>Promuovi politiche di licenza che siano basate sui termini "libero da restrizioni"
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allo scopo di consentire l'adozione più vasta possibile degli standard, e di consentire la loro
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implementazione da tutti gli attori del mercato.</li>
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<li>Preferisci l'uso di Standard Aperti negli appalti pubblici e nello sviluppo
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@@ -225,12 +225,12 @@ soluzione software impiegate nel settore pubblico.</li>
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Gerloff, Carlo Piana e Sam Tuke</li>
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<li><a href="/activities/os/2012-06-uk-consultation-os.en.html">Consegna di FSFE
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alla Consultazione Inglese sugli Standard Aperti 2012</a></li>
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||||
<li><a href="/activities/policy/eu/digital-single-market-comments.en.html">FSFE
|
||||
<li><a href="/activities/policy/eu/digital-single-market-comments.en.html">La FSFE
|
||||
commenta le Strategie per il Mercato Unico Digitale delle Ue</a></li>
|
||||
<li><a href="/activities/policy/igf/sovsoft.html">"Software Sovrano
|
||||
Standard Aperti, Software Libero, ed Internet"</a> il contributo di FSFE al primo IGF</li>
|
||||
<li><a href="/activities/os/20150213.EC-patents-standards-consultation.FSFEresponse.pdf">FSFE response
|
||||
to the European Commission's consultation on patents and standards</a></li>
|
||||
<li><a href="/activities/os/20150213.EC-patents-standards-consultation.FSFEresponse.pdf">La FSFE risponde
|
||||
alla consultazione della Commissione Europea sui brevetti e gli standard</a></li>
|
||||
<li><a href="/activities/os/2014-03-26.OpenLetterToVilella.en.html">Lettera
|
||||
aperta sul Document Freedom Day 2014 a Giancarlo Vilella, Direttore del Parlamento europeo
|
||||
DG ITEC e Presidente della Commissione Inter-Istituzionale per
|
||||
@@ -243,15 +243,15 @@ soluzione software impiegate nel settore pubblico.</li>
|
||||
<ul>
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||||
<li><a href="http://documentfreedom.org">Document Freedom Day</a></li>
|
||||
<li><a href="http://www.odfalliance.org">ODF Alliance</a></li>
|
||||
<li><a href="http://www.pdfreaders.org">PDFreaders.org</a></li>
|
||||
<li><a href="http://www.fsf.org/resources/formats/playogg">Play Ogg!</a></li>
|
||||
<li><a href="http://isp.law.yale.edu/static/papers/Open_Documents_and_Democracy.pdf">"Open
|
||||
Documents and Democracy"</a> di Laura de Nardis e Eric Tam, Yale
|
||||
<li><a href="https://pdfreaders.org">PDFreaders.org</a></li>
|
||||
<li><a href="https://www.fsf.org/campaigns/playogg/it/">Play Ogg!</a></li>
|
||||
<li><a href="http://isp.law.yale.edu/static/papers/Open_Documents_and_Democracy.pdf">"Documenti
|
||||
Aperti e democrazia"</a> di Laura de Nardis e Eric Tam, Yale
|
||||
Information Society Project</li>
|
||||
<li><a href="http://www.intgovforum.org/Substantive_1st_IGF/openstandards-IGF.pdf">"An
|
||||
Economic Basis for Open Standards"</a> di Rishab A. Ghosh</li>
|
||||
<li><a href="http://blogs.fsfe.org/greve/?p=160">"An emerging understanding
|
||||
of Open Standards"</a> di Georg Greve</li>
|
||||
<li><a href="http://www.intgovforum.org/Substantive_1st_IGF/openstandards-IGF.pdf">"Fondamenti
|
||||
economici per gli Standard Aperti"</a> di Rishab A. Ghosh</li>
|
||||
<li><a href="http://blogs.fsfe.org/greve/?p=160">"Una emergente comprensione
|
||||
degli Standard Aperti"</a> di Georg Greve</li>
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</ul>
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</sidebar>
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Reference in New Issue
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